30.12.09
Bilancio 2009
Tra i vari bilanci di fine anno, mi sembra significativa la classifica Top 25 pubblicata su Vimeo. Al di là del livello qualitativo dei singoli video, è interessante notare che ben 7 di essi sono stati realizzati interamente con delle reflex "ibride": un bel segnale che conferma l'ottimo successo avuto dall'HDSLR tra i videomakers. La "regina" risulta essere la Canon 5D MarkII (5 video), che è stata la prima ad uscire sul mercato, mentre "Nocturne" (di Vincent Laforet) e "Imaginary Hero" sono stati girati rispettivamente con la Canon 1D MKIV e con la Lumix GH1; nella Top25 non c'è nessun video realizzato con la 7D, forse a causa dell'uscita relativamente recente di quest'ultima (settembre 2009), un anno dopo la 5D MKII. Vedremo se il 2010 confermerà questa tendenza. Buon anno!
28.12.09
Timelapse con la Canon EOS 7D
Mi era arrivato già da qualche giorno il TC-80N3 (timer remote controller) della Canon, ma solo ieri sera ho avuto il tempo per provarlo. E' molto utile per realizzare timelapse sfruttando a pieno i 18 Megapixels della Canon Eos 7D. Grazie al timer ho fatto scattare alla reflex una foto ogni 10 secondi per un'ora circa (shutter a 1/100, diaframma in automatico). Quindi ho creato con Mpeg Streamclip un file mov (codec Apple Pro Res) con una definizione di ben 5184 × 3456 pixels, l'ho importato in Final Cut e ne ho fatto due versioni, una scalando e croppando il file originario nella finestra standard 1920x1080, l'altra aggiungendo una zoomata all'interno del video, grazie al fatto che il file originario è ad una definizione di gran lunga superiore al FullHD.
Ecco il risultato:
Ecco il risultato:
When the sun is dying in the sea (timelapse test with Canon EOS 7D) from Marco Gandolfo on Vimeo.
25.11.09
Artificial World

E' online il videoclip del brano "Artificial World" di Plastic Noir che abbiamo girato qualche settimana fa a Genova e Camogli. La maggior parte delle riprese del playback sotto la pioggia sono state realizzate a 50 fps con la Canon EOS 7D, il resto del video invece è girato con la Sony XDCam EX1. La 7D nelle riprese in notturna ha mostrato dei neri molto pieni ed immagini in generale molto sature e di forte impatto, come potete vedere nello still frame qui sopra.
23.11.09
Tutto il segreto è qui
"Voi sapete bene, cari artisti, che l'esperienza del bello, del bello autentico, non effimero né superficiale, non è qualcosa di accessorio o di secondario nella ricerca del senso e della felicità, perché tale esperienza non allontana dalla realtà, ma, al contrario, porta ad un confronto serrato con il vissuto quotidiano, per liberarlo dall'oscurità e trasfigurarlo, per renderlo luminoso, bello.
Una funzione essenziale della vera bellezza, infatti, già evidenziata da Platone, consiste nel comunicare all'uomo una salutare "scossa", che lo fa uscire da se stesso, lo strappa alla rassegnazione, all'accomodamento del quotidiano, lo fa anche soffrire, come un dardo che lo ferisce, ma proprio in questo modo lo "risveglia" aprendogli nuovamente gli occhi del cuore e della mente, mettendogli le ali, sospingendolo verso l'alto. L'espressione di Dostoevskij che sto per citare è senz'altro ardita e paradossale, ma invita a riflettere: - L'umanità può vivere - egli dice - senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più nulla da fare al mondo. Tutto il segreto è qui, tutta la storia è qui. -" (dal discorso di Benedetto XVI agli Artisti, 21/11/2009)
Una funzione essenziale della vera bellezza, infatti, già evidenziata da Platone, consiste nel comunicare all'uomo una salutare "scossa", che lo fa uscire da se stesso, lo strappa alla rassegnazione, all'accomodamento del quotidiano, lo fa anche soffrire, come un dardo che lo ferisce, ma proprio in questo modo lo "risveglia" aprendogli nuovamente gli occhi del cuore e della mente, mettendogli le ali, sospingendolo verso l'alto. L'espressione di Dostoevskij che sto per citare è senz'altro ardita e paradossale, ma invita a riflettere: - L'umanità può vivere - egli dice - senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più nulla da fare al mondo. Tutto il segreto è qui, tutta la storia è qui. -" (dal discorso di Benedetto XVI agli Artisti, 21/11/2009)
20.11.09
HDSLR: nuovo test con la 7D
Ho caricato su Vimeo alcune immagini realizzate con la Canon EOS 7D il giorno delle riprese del videoclip di Plastic Noir "Artificial World", girato in Liguria qualche settimana fa (prodotto da Visionauta per Sony Music e diretto da Massimo Stella). Non è un vero e proprio test, semplicemente durante una pausa sul set ho schiacciato rec e via. Quanto basta per lasciarsi stupire. Vi prometto test più approfonditi tra qualche settimana, quando uscirò dal tunnel lavorativo in cui mi trovo ora. Intanto godetevi il mare di Camogli!
L'ho caricato anche su Youtube, se preferite, visto che in questi giorni hanno rilanciato il Full HD.
Zena's People from Marco Gandolfo on Vimeo.
L'ho caricato anche su Youtube, se preferite, visto che in questi giorni hanno rilanciato il Full HD.
28.10.09
Reflex in the night
Dopo una lunga attesa, venerdì scorso mi è finalmente arrivata la Canon EOS 7D! Viste le mie precedenti esperienze con la 5D MKII, il giorno dopo ero già sul set di un videoclip diretto da Massimo Stella per mettere subito all'opera il nuovo gioiellino (in combinata con la Sony Xdcam EX1), con grande interesse di tutta la troupe. In attesa di vedere ultimato il montaggio del video, stasera ho inforcato moto e reflex ed ho fatto un giro a Trastevere per testare la 7D in condizioni di luce molto bassa. Ecco il test su Vimeo.
Rome by night - my first test with Canon EOS 7D from Marco Gandolfo on Vimeo.
24.9.09
Oltre la convergenza: HDSLR
Circa un anno fa, con un post dal titolo "Tempo di convergenza?", avevo segnalato il lancio di alcune fotocamere reflex in grado di registrare video a definizione Full HD 1920x1080. In particolare Canon con la 5D MarkII sembrava voler conquistare i filmmakers rendendo disponibili su un prodotto dal prezzo accessibile delle caratteristiche fino quel momento mai viste sui camcorder, a partire dal sensore "full frame" in grado di far impallidire i CCD da 2/3" o peggio ancora da 1/2" e 1/3" montati sulle videocamere. L'impressione generale daltronde era di trovarsi davanti a poco più di un prototipo, interessante per gli esperimenti o per qualche ripresa particolare, ma non per un utilizzo "vero".
Dopo un solo anno, congetture e supposizioni sono state spazzate via dalla realtà: limiti pur "pesanti" come i 30 fps (invece dei 25 fps europei) ed un'ergonomia poco adatta alle riprese in movimento non hanno arrestato i filmmakers, sono nati workshops e festival interamente dedicati al nuovo standard di ripresa, battezzato HDSLR.
Qualche esempio? Dopo il "precursore" Vincent Laforet è stato sicuramente Philip Bloom a guadagnarsi il ruolo di riferimento nel mondo delle "reflex ibride", pubblicando quasi quotidianamente sul suo blog filmati ed aggiornamenti tecnici prima sulla Canon 5D MKII, poi sulla Lumix GH1 ed ora sulla neonata Canon 7D (che regala finalmente un frame rate di 25 fps).
In Italia tra i primissimi pionieri dell'HDSLR ci sono stati Francesco Cabras ed Alberto Molinari di Ganga Film: in primavera hanno girato una serie di documentari per la regione Sardegna mescolando le immagini ottenute dalla 5D MKII (ben corredata di obiettivi Leica e Nikon) con altre in HDV, quindi, totalmente conquistati dal nuovo gioellino, hanno lasciato le loro "vecchie" XL H1 a casa e sono partiti per il Sudan per realizzare due spot pubblicitari per la compagnia telefonica sudafricana MTN, girati interamente con la 5D MKII (potete vederne uno qui, purtroppo in una copia molto compressa che non rende giustizia all'originale, ma comunque utile per capire che cosa si può fare oggi con una reflex "ibrida"). Dopo avermi fatto vedere i risultati Alberto ha esclamato: "L'HDV? E chi lo usa più dopo aver visto questo?"

Un limite non da poco rimane in questo momento il tipo di file utilizzato (H264 a circa 40 Mb/s per le Canon, AVCHD a 17 Mb/s per la Lumix), con un rapporto di compressione importante, ma voci di corridoio in questi giorni hanno fatto circolare la notizia che Canon starebbe lavorando ad un modulo aggiuntivo in grado di registrare in formato sRAW... il pensiero dei filmmakers corre subito ad un altro "mostro" dei nostri giorni, la fantomatica Red One, che a questo punto dovrebbe cominciare a guardarsi le spalle. Guardate questo video, che confronta riprese fatte con la Lumix GH1, la Canon 5D MKII e la Red One. la sfida è appena cominciata!
In attesa di riparlarne su queste pagine, ecco un link assolutamente da tenere d'occhio: Planet 5D.
Dopo un solo anno, congetture e supposizioni sono state spazzate via dalla realtà: limiti pur "pesanti" come i 30 fps (invece dei 25 fps europei) ed un'ergonomia poco adatta alle riprese in movimento non hanno arrestato i filmmakers, sono nati workshops e festival interamente dedicati al nuovo standard di ripresa, battezzato HDSLR.
Qualche esempio? Dopo il "precursore" Vincent Laforet è stato sicuramente Philip Bloom a guadagnarsi il ruolo di riferimento nel mondo delle "reflex ibride", pubblicando quasi quotidianamente sul suo blog filmati ed aggiornamenti tecnici prima sulla Canon 5D MKII, poi sulla Lumix GH1 ed ora sulla neonata Canon 7D (che regala finalmente un frame rate di 25 fps).
In Italia tra i primissimi pionieri dell'HDSLR ci sono stati Francesco Cabras ed Alberto Molinari di Ganga Film: in primavera hanno girato una serie di documentari per la regione Sardegna mescolando le immagini ottenute dalla 5D MKII (ben corredata di obiettivi Leica e Nikon) con altre in HDV, quindi, totalmente conquistati dal nuovo gioellino, hanno lasciato le loro "vecchie" XL H1 a casa e sono partiti per il Sudan per realizzare due spot pubblicitari per la compagnia telefonica sudafricana MTN, girati interamente con la 5D MKII (potete vederne uno qui, purtroppo in una copia molto compressa che non rende giustizia all'originale, ma comunque utile per capire che cosa si può fare oggi con una reflex "ibrida"). Dopo avermi fatto vedere i risultati Alberto ha esclamato: "L'HDV? E chi lo usa più dopo aver visto questo?"

Un limite non da poco rimane in questo momento il tipo di file utilizzato (H264 a circa 40 Mb/s per le Canon, AVCHD a 17 Mb/s per la Lumix), con un rapporto di compressione importante, ma voci di corridoio in questi giorni hanno fatto circolare la notizia che Canon starebbe lavorando ad un modulo aggiuntivo in grado di registrare in formato sRAW... il pensiero dei filmmakers corre subito ad un altro "mostro" dei nostri giorni, la fantomatica Red One, che a questo punto dovrebbe cominciare a guardarsi le spalle. Guardate questo video, che confronta riprese fatte con la Lumix GH1, la Canon 5D MKII e la Red One. la sfida è appena cominciata!
Red One, Canon 5D Mk II, and Panasonic Lumix GH1 Footage Comparison from Birns and Sawyer on Vimeo.
In attesa di riparlarne su queste pagine, ecco un link assolutamente da tenere d'occhio: Planet 5D.
11.9.09
L'alba di una nuova era

L'edizione 2009 dell'IFA di Berlino ha avuto tra i grandi protagonisti il cinema 3D, che promette di debuttare a breve anche sul piccolo schermo. Ecco due articoli sulle ambizioni di Sony e Panasonic in proposito:
Sony promette il 3D nelle case per il prossimo anno
Panasonic: la rivoluzione 3D FullHd corre sui plasma
Qual è la situazione attuale? Ieri sono stato a vedere "L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri" in 3D: nella sala prima dello spettacolo è subito scattata la mania del farsi la foto con gli speciali occhialini necessari per la visione del film (ovviamente neanch'io mi sono tirato indietro). Sorge spontanea la domanda: quanto ci metteremo ad abituarci alla nuova tecnologia? Nel film visto ieri sera l'uso della stereoscopia è sensibile, ma senza eccessi, per cui in poco tempo accetti la novità e riesci ad entrare nel fantastico mondo presentato senza pensare continuamente alla tecnica con cui è stato realizzato. Sia io sia i due amici con cui ero in sala verso la metà del film abbiamo iniziato ad avvertire un insolito senso di stanchezza: basterà prendere confidenza nel tempo con la nuova modalità di fruizione, oppure c'è ancora da lavorare per affinare la tecnologia ed evitare effetti collaterali?
Vista l'invasione di titoli in 3D che si prospetta nei prossimi mesi, le risposte non tarderanno ad arrivare.
8.8.09
Salvato da uno Zip!
"This project is unreadable or may be too new for this version of Final Cut", ecco il triste messaggio presentatomi da FCP qualche settimana fa all'apertura di un progetto. Ed io spiazzato a rispondergli: "Ma come?!? E' da mesi che mi scambio quotidianamente aggiornamenti di questo progetto sempre con la stessa persona, sono sicuro che abbiamo la stessa versione di Final Cut Pro (6.0.6), com'è possibile?"
Dopo una meticolosa ricerca sul web ho appurato che il problema si è presentato agli utenti più volte con le configurazioni più disparate, ma che nessuna ipotesi di soluzione era adatta al mio caso. Mi è venuto allora il dubbio che l'origine dell'errore fosse nel trasferimento via FTP del file di progetto, divenuto nel tempo piuttosto grande (280 MB), e l'ipotesi è stata confermata dal fatto che scambiandoci il file tramite chiavetta USB tutto è andato liscio. Ho pensato allora di alleggerire il trasferimento via FTP zippando il file di progetto ed ho scoperto due cose: 1) sui progetti di Final Cut la compressione in archivi ".zip" è estremamente efficace, per cui un file di 280 MB viene ridotto a circa 18 MB, con grande vantaggio per quanto riguarda i tempi di trasferimento; 2) il progetto in questo modo non si corrompe, per cui ora Final Cut lo apre senza problemi
Resta da capire per quali motivi un progetto di queste dimensioni può essere corrotto con il trasferimento FTP, ma probabilmente dipende dalle politiche di gestione dei files del server a cui mi appoggio (se poi qualcuno ha una spiegazione scientifica del fatto e vuole illuminarci, la sezione "commenti" è lì apposta).
Nell'attesa... w lo Zip!
Dopo una meticolosa ricerca sul web ho appurato che il problema si è presentato agli utenti più volte con le configurazioni più disparate, ma che nessuna ipotesi di soluzione era adatta al mio caso. Mi è venuto allora il dubbio che l'origine dell'errore fosse nel trasferimento via FTP del file di progetto, divenuto nel tempo piuttosto grande (280 MB), e l'ipotesi è stata confermata dal fatto che scambiandoci il file tramite chiavetta USB tutto è andato liscio. Ho pensato allora di alleggerire il trasferimento via FTP zippando il file di progetto ed ho scoperto due cose: 1) sui progetti di Final Cut la compressione in archivi ".zip" è estremamente efficace, per cui un file di 280 MB viene ridotto a circa 18 MB, con grande vantaggio per quanto riguarda i tempi di trasferimento; 2) il progetto in questo modo non si corrompe, per cui ora Final Cut lo apre senza problemi
Resta da capire per quali motivi un progetto di queste dimensioni può essere corrotto con il trasferimento FTP, ma probabilmente dipende dalle politiche di gestione dei files del server a cui mi appoggio (se poi qualcuno ha una spiegazione scientifica del fatto e vuole illuminarci, la sezione "commenti" è lì apposta).
Nell'attesa... w lo Zip!
2.7.09
Xdcam secondo JVC
Ho avuto ieri l'occasione di provare per qualche minuto la JVC GY-HM700E, videocamera spallare annnunciata in inverno ed arrivata sul nostro mercato in queste settimane. Con questo camcorder la casa giapponese abbandona il nastro ed intraprende con decisione la via della registrazione su memory card, scegliendo come supporti le schede SDHC (classe 6) o, in opzione, le SxS introdotte da Sony con la serie Xdcam Ex. E proprio con i modelli Sony di questa serie, in particolare con la PMW-EX3, va confrontata la nuova JVC.

La GY-HM700E, come la rivale Sony, ha due modalità di registrazione (HQ a 35 Mb/s e SP a 25 Mb/s). In modalità HQ è possibile registrare in Full HD 1920x1080 con scansione interlacciata o progressiva (24p, 25p, 30p o 50i, 60i), oltre che a risoluzioni inferiori (1440x1080 e 1280x720), ma sempre restando nel campo dell'alta definizione: non è prevista infatti la possibiltà di registrare clip Pal a 720x576. Per facilitare gli utenti di Final Cut Pro la GY-HM700 registra le clip su scheda SDHC come files Quicktime (.mov) che possono essere importati direttamente nel progetto di FCP senza bisogno di trascodifica; se invece si utilizza il modulo opzionale per la registrazione su schede SxS è possibile ottenere files ".mp4" uguali a quelli della PMW-EX3, supportati da diversi sistemi di editing non lineare. Di fatto quello che cambia tra mov e mp4 in questo caso è solo la "confezione", mentre il contenuto è identico dal punto di vista qualitativo (anche i files mov importati in FCP risultano utilizzare il codec Xdcam Ex 35Mb/s). Cosa cambia in termini di prestazioni? Le SDHC sono decisamente più economiche e più facili da reperire, ma richiedono più tempo per il trasferimento dei files sul computer. E' possibile anche utilizzare in contemporanea entrambe le schede, in modo da avere subito una copia di backup del girato. In realtà anche sulla PMW-EX3 si possono oggi utilizzare le SDHC con un opportuno adattatore (leggete qui).
Dal punto di vista delle specifiche tecniche la differenza principale tra Sony e JVC è negli "occhi": la PMW-EX3 ha sensori CMOS da 1/2" a definizione 1920x1080 reale, la GY-HM700 ha 3 CCD da 1/3" (non ho trovato dati sulla definizione reale dei sensori, ma dato che si parla di un sistema di Triplex Offset, va da se che la definizione reale dei singoli sensori sia più bassa del FullHD); ne consegue una certa differenza in termini di sensibilità alla luce e di profondità di campo.
La JVC è migliorata dal punto di vista del viewfinder e del monitor LCD, decisamente superiori ai precedenti, ma che ad un primo impatto mi sono sembrati ancora un gradino sotto al viewfinder della Ex3 (per quanto quest'ultimo sia un po' ingombrante).
La GY-HM700 poi è una spallare "vera", più lunga e pesante della PMW-EX3, caratteristica che sarà un vantaggio o uno svantaggio a seconda dei tipi di utilizzo e delle abitudini degli operatori. I comandi sono posizionati nei punti classici dei camcorder e.n.g., il menù è molto ricco: oltre a scegliere tra un profilo "normal" e due "cinema" (uno con colori più vivi, uno più desaturato), si può intervenire sui colori e sul nero (attenzione però ad utilizzare un monitor di riferimento affidabile!). E' inoltre presente una funzione che permette di ribaltare l'immagine, nel caso di utilizzo di adattatori low cost per ottiche 35mm.
Un vantaggio della GY-HM700 è senza dubbio il prezzo: costa più di 2000 euro in meno della concorrente Sony, è non è poco.
Personalmente la scelta che mi lascia più dubbi è quella dei sensori da 1/3", purtroppo molto diffusi oggi su questa fascia di mercato; un altro timore, che la accomuna alle Xdcam Ex di Sony, è il fatto che il codec a 35 Mb/s utilizzato è sì un po' meglio dell'HDV, ma è ancora molto compresso. Per il resto, tenuto conto delle offerte attuali del mercato su questa fascia, mi sembra un prodotto interessante.
Per approfondire il confronto vi consiglio di vedere le presentazioni fatte da Philip Bloom su entrambe le camere.
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La GY-HM700E, come la rivale Sony, ha due modalità di registrazione (HQ a 35 Mb/s e SP a 25 Mb/s). In modalità HQ è possibile registrare in Full HD 1920x1080 con scansione interlacciata o progressiva (24p, 25p, 30p o 50i, 60i), oltre che a risoluzioni inferiori (1440x1080 e 1280x720), ma sempre restando nel campo dell'alta definizione: non è prevista infatti la possibiltà di registrare clip Pal a 720x576. Per facilitare gli utenti di Final Cut Pro la GY-HM700 registra le clip su scheda SDHC come files Quicktime (.mov) che possono essere importati direttamente nel progetto di FCP senza bisogno di trascodifica; se invece si utilizza il modulo opzionale per la registrazione su schede SxS è possibile ottenere files ".mp4" uguali a quelli della PMW-EX3, supportati da diversi sistemi di editing non lineare. Di fatto quello che cambia tra mov e mp4 in questo caso è solo la "confezione", mentre il contenuto è identico dal punto di vista qualitativo (anche i files mov importati in FCP risultano utilizzare il codec Xdcam Ex 35Mb/s). Cosa cambia in termini di prestazioni? Le SDHC sono decisamente più economiche e più facili da reperire, ma richiedono più tempo per il trasferimento dei files sul computer. E' possibile anche utilizzare in contemporanea entrambe le schede, in modo da avere subito una copia di backup del girato. In realtà anche sulla PMW-EX3 si possono oggi utilizzare le SDHC con un opportuno adattatore (leggete qui).
Dal punto di vista delle specifiche tecniche la differenza principale tra Sony e JVC è negli "occhi": la PMW-EX3 ha sensori CMOS da 1/2" a definizione 1920x1080 reale, la GY-HM700 ha 3 CCD da 1/3" (non ho trovato dati sulla definizione reale dei sensori, ma dato che si parla di un sistema di Triplex Offset, va da se che la definizione reale dei singoli sensori sia più bassa del FullHD); ne consegue una certa differenza in termini di sensibilità alla luce e di profondità di campo.
La JVC è migliorata dal punto di vista del viewfinder e del monitor LCD, decisamente superiori ai precedenti, ma che ad un primo impatto mi sono sembrati ancora un gradino sotto al viewfinder della Ex3 (per quanto quest'ultimo sia un po' ingombrante).
La GY-HM700 poi è una spallare "vera", più lunga e pesante della PMW-EX3, caratteristica che sarà un vantaggio o uno svantaggio a seconda dei tipi di utilizzo e delle abitudini degli operatori. I comandi sono posizionati nei punti classici dei camcorder e.n.g., il menù è molto ricco: oltre a scegliere tra un profilo "normal" e due "cinema" (uno con colori più vivi, uno più desaturato), si può intervenire sui colori e sul nero (attenzione però ad utilizzare un monitor di riferimento affidabile!). E' inoltre presente una funzione che permette di ribaltare l'immagine, nel caso di utilizzo di adattatori low cost per ottiche 35mm.
Un vantaggio della GY-HM700 è senza dubbio il prezzo: costa più di 2000 euro in meno della concorrente Sony, è non è poco.
Personalmente la scelta che mi lascia più dubbi è quella dei sensori da 1/3", purtroppo molto diffusi oggi su questa fascia di mercato; un altro timore, che la accomuna alle Xdcam Ex di Sony, è il fatto che il codec a 35 Mb/s utilizzato è sì un po' meglio dell'HDV, ma è ancora molto compresso. Per il resto, tenuto conto delle offerte attuali del mercato su questa fascia, mi sembra un prodotto interessante.
Per approfondire il confronto vi consiglio di vedere le presentazioni fatte da Philip Bloom su entrambe le camere.
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